Retinalamin
Retinalamin è un bioregolatore peptidico estratto dal tessuto retinico bovino, studiato per i suoi effetti mirati sulla funzione retinica e sulla trasduzione del segnale visivo. È stato valutato in modelli sperimentali di degenerazione retinica, retinopatia diabetica e distrofia maculare, dove sembra supportare il recupero dei fotorecettori e modulare le vie di riparazione neuroretinica.
59,00 €
Retinalamin - Complesso Peptidico Bioregolatore Retinico
Supporta l'attività di bastoncelli e coni con rigenerazione della rodopsina e segnalazione fototrasduttiva
Influenza il metabolismo dell'epitelio pigmentato retinico e la clearance fagocitica dei detriti dei segmenti esterni
Migliora la perfusione capillare e l'apporto di ossigeno agli strati neuronali in modelli vascolari retinici
Potenzia le difese antiossidanti endogene e riduce la perossidazione lipidica nel tessuto retinico
Riduce l'apoptosi delle cellule gangliari retiniche e preserva la connettività sinaptica dei neuroni bipolari
Investigato per attenuare la disfunzione vascolare alla base del danno retinico progressivo nel diabete
Studiato per mantenere l'integrità strutturale della retina esterna in modelli di degenerazione maculare
Modula le vie di riparazione a supporto del recupero dei fotorecettori nella degenerazione retinica sperimentale
Description
Retinalamin è un complesso polipeptidico isolato dal tessuto retinico bovino, composto da frazioni peptidiche a basso peso molecolare che mostrano un’affinità tessuto-specifica per le cellule retiniche. È classificato come bioregolatore citomedinico, studiato per la sua capacità di modulare la funzione dei fotorecettori, l’attività dell’epitelio pigmentato retinico e la trasduzione complessiva del segnale visivo in modelli oftalmologici sperimentali.
Nella ricerca preclinica, Retinalamin è stato osservato stimolare l’attività metabolica nei neuroni retinici, supportare la rigenerazione dei fotorecettori e potenziare l’interazione funzionale tra l’epitelio pigmentato retinico e i segmenti esterni dei fotorecettori. Gli studi riportano miglioramenti nei parametri elettroretinografici, riduzione dei marcatori di stress ossidativo e modulazione delle citochine pro-infiammatorie all’interno del tessuto retinico in seguito alla somministrazione sperimentale.
Ulteriori ricerche hanno indagato i suoi effetti neuroprotettivi e microcircolatori, tra cui la riduzione dell’apoptosi delle cellule gangliari retiniche, la normalizzazione della permeabilità vascolare e un migliorato supporto trofico in modelli di retinopatia diabetica, retinite pigmentosa e degenerazione maculare legata all’età.
Fornito come polvere liofilizzata per ricostituzione, Retinalamin è formulato per la somministrazione parabulbare o intramuscolare nei protocolli di laboratorio, consentendo un preciso controllo del dosaggio e una somministrazione peptidica costante in condizioni sperimentali.
Stato Clinico:
Retinalamin è un bioregolatore peptidico di ricerca valutato in modelli animali e in studi osservazionali limitati focalizzati sulla degenerazione retinica, sulla retinopatia diabetica e sulla distrofia maculare. Non è approvato come terapia medica al di fuori di specifiche giurisdizioni e rimane limitato alla ricerca sperimentale e di laboratorio.
Tipo di evidenza:
Studio clinico ☐ | Osservazionale ✔ | Animale ✔ | In vitro ✔ | Regolatorio ☐
Mechanism of Action
Retinalamin agisce fornendo frammenti peptidici tessuto-specifici che interagiscono con l’epitelio pigmentato retinico e le cellule fotorecettrici, modulando l’espressione genica e la sintesi proteica coinvolte nella trasduzione del segnale visivo. È stato osservato che potenzia la rigenerazione della rodopsina, supporta l’attività mitocondriale nei neuroni retinici e riduce lo stress ossidativo attraverso l’upregolazione degli enzimi antiossidanti. Questa azione bioregolatoria stabilizza la microcircolazione retinica e promuove l’integrità strutturale degli strati retinici esterni nei modelli sperimentali.
Benefits
- Supporto alla Funzione dei Fotorecettori:
Retinalamin è stato studiato per la sua capacità di sostenere l’attività dei fotorecettori a bastoncelli e coni in modelli sperimentali di stress retinico. La ricerca indica un potenziamento dei cicli di rigenerazione della rodopsina e un miglioramento della segnalazione di fototrasduzione, elementi critici per la sensibilità alla luce e l’acuità visiva. Queste osservazioni lo rendono un frequente oggetto di indagine in modelli di declino dei fotorecettori legato all’età e di condizioni retiniche degenerative. - Modulazione dell’Epitelio Pigmentato Retinico:
È stato osservato che il complesso peptidico influenza la funzione dell’epitelio pigmentato retinico (EPR), inclusa la clearance fagocitica dei detriti dei segmenti esterni dei fotorecettori. Sostenendo l’attività metabolica dell’EPR, Retinalamin viene studiato per il suo ruolo nel mantenimento dell’integrità strutturale e funzionale della retina esterna, un’area chiave nella ricerca sulla distrofia maculare e sulla degenerazione maculare legata all’età. - Supporto Microcircolatorio nel Tessuto Retinico:
Studi sperimentali hanno riportato un miglioramento della microcircolazione retinica e della perfusione capillare a seguito dell’esposizione a Retinalamin. Questo effetto è di particolare interesse nei modelli di retinopatia diabetica, dove la disfunzione vascolare è alla base del progressivo danno retinico. L’incremento del flusso sanguigno sembra correlare con un migliore apporto di ossigeno e nutrienti agli strati neuronali della retina. - Attività Antiossidante e Riduzione dello Stress Ossidativo:
Retinalamin è stato studiato per la sua capacità di mitigare lo stress ossidativo nel tessuto retinico, dove l’accumulo di specie reattive dell’ossigeno contribuisce all’apoptosi dei fotorecettori. I modelli di ricerca suggeriscono un’upregolazione delle difese antiossidanti endogene e una riduzione della perossidazione lipidica, sostenendo la resilienza cellulare in condizioni di esposizione cronica alla luce e di stress metabolico. - Attività Neuroprotettiva:
È stato osservato che il bioregolatore esercita effetti neuroprotettivi sulle cellule gangliari retiniche e sui neuroni bipolari, che trasmettono le informazioni visive dai fotorecettori al nervo ottico. Studi su modelli retinici ischemici e degenerativi riportano una ridotta apoptosi neuronale e una preservata connettività sinaptica, rendendo Retinalamin un candidato nella ricerca sul glaucoma e sulle neuropatie ottiche. - Potenziamento della Funzione Mitocondriale:
Retinalamin è stato studiato per la sua influenza sulla bioenergetica mitocondriale nelle cellule retiniche, che presentano richieste metaboliche eccezionalmente elevate. La ricerca suggerisce una migliorata produzione di ATP e una stabilizzazione del potenziale di membrana mitocondriale, sostenendo processi ad alta richiesta energetica come la fototrasduzione e il mantenimento del ciclo visivo in condizioni di stress. - Modulazione dell’Infiammazione nei Disturbi Retinici:
I dati sperimentali indicano che Retinalamin modula le risposte infiammatorie locali nella retina, inclusa la soppressione di citochine pro-infiammatorie associate ai modelli di retinopatia diabetica e uveite. Questo profilo antinfiammatorio è in fase di studio come meccanismo complementare alle sue azioni dirette neuroprotettive e rigenerative. - Recupero della Funzione Visiva in Modelli Sperimentali:
In numerosi studi preclinici e osservazionali, Retinalamin è stato associato a miglioramenti misurabili di acuità visiva, sensibilità al contrasto e adattamento al buio. Questi esiti funzionali riflettono la convergenza dei suoi effetti sui fotorecettori, sull’EPR, vascolari e neuroprotettivi, posizionandolo come candidato sfaccettato nella ricerca oftalmica focalizzata sulla rigenerazione retinica e sul ripristino funzionale.
Research Data
| Studio / Modello | Effetto riportato |
|---|---|
| Modello di degenerazione retinica nel ratto | ↑ sopravvivenza dei fotorecettori, preservato lo spessore dello strato nucleare esterno |
| Modello animale di retinopatia diabetica | ↓ permeabilità vascolare, ridotto danno microvascolare |
| Osservazione clinica sulla distrofia maculare | Miglioramento dell’acuità visiva e della sensibilità al contrasto nei gruppi trattati |
| Coltura in vitro di epitelio pigmentato retinico | ↑ rigenerazione della rodopsina, potenziata attività mitocondriale |
| Modello di danno retinico ischemico | ↓ marcatori apoptotici, preservata l’ampiezza dell’elettroretinogramma |
| Studio osservazionale sul glaucoma ad angolo aperto | Stabilizzazione dei campi visivi e migliorata sensibilità retinica |
| Danno retinico indotto dalla luce nei roditori | Ridotti marcatori di stress ossidativo, ↑ attività degli enzimi antiossidanti |
Stack Suggestions
Retinalamin è spesso combinato nella ricerca con:
- Retinalamin + Cerebrolysin → Supporta la neuroprotezione combinata della retina e del sistema nervoso centrale in modelli di degenerazione.
- Retinalamin + Epitalon → Effetti sinergici sulla longevità cellulare e sulla preservazione dell’epitelio pigmentato retinico.
- Retinalamin + Peptidi mitocondriali (SS-31) → Potenzia la bioenergetica dei fotorecettori e la resilienza allo stress ossidativo.
- Retinalamin + Semax → Combina il supporto neurotrofico con la modulazione della trasduzione del segnale retinico.
⚠ Le combinazioni sono solo per la progettazione sperimentale; non costituiscono indicazioni di sicurezza o efficacia.
Pen Dosage Chart
| Retinalamin Pen 10 mg | |
| Volume | 2 mL |
| mg/mL | 5 mg/mL |
| Click-to-Dose | 1 clic = 0,05 mg |
| Esempio/i | 10 clic = 0,5 mg |
Dosage & Protocols Variations
Protocollo di Ricerca Standard
- Dose: 5 mg
- Durata: 2 settimane
- Frequenza: Giornaliera
- Intervallo di Ciclo: 3 – 6 mesi di pausa prima di ripetere
- Obiettivo / Descrizione: Protocollo di riferimento per modelli generali di supporto retinico.
Protocollo di Ricerca Terapeutica
- Dose: 5 – 10 mg
- Durata: 2 – 3 settimane
- Frequenza: Giornaliera
- Intervallo di Ciclo: 3 mesi di pausa prima di ripetere
- Obiettivo / Descrizione: Protocollo a intensità maggiore utilizzato in modelli di degenerazione retinica e retinopatia diabetica.
Protocollo Combinato (Retinalamin + Cortexin)
- Dose: 5 mg Retinalamin + 10 mg Cortexin
- Durata: 2 settimane
- Frequenza: Giornaliera
- Intervallo di Ciclo: 4 – 6 mesi di pausa prima di ripetere
- Obiettivo / Descrizione: Protocollo di ricerca neuro-retinico combinato mirato alla via visiva e alla segnalazione corticale.
Possible Side Effects
Retinalamin è generalmente ben tollerato negli studi di ricerca preclinici e clinici limitati.
Gli effetti collaterali riportati sono rari e lievi:
- Disagio transitorio o lieve irritazione nel sito di iniezione.
- Breve arrossamento o gonfiore locale dopo somministrazione intramuscolare.
- Lieve sensibilità allergica nei soggetti con ipersensibilità ai peptidi di origine bovina.
- Occasionale cefalea transitoria durante il dosaggio iniziale.
Nessuna evidenza di effetti avversi sistemici, epatici o oculari è stata osservata nei dati di ricerca disponibili.
Product Attributes
- N. CAS: N/D (complesso polipeptidico)
- Formula molecolare: N/D (frazione multi-peptidica)
- Sequenza (AA): N/D (miscela peptidica eterogenea)
- Peso molecolare: <10 kDa (frazioni peptidiche a basso peso molecolare)
- PubChem CID: N/D
- Emivita: ~2-4 ore
- Sinonimi: Retinalamina, Polipeptidi Retinici Bovini, Citomedina Retinica, Bioregolatore Retinico
- Tipo: Bioregolatore peptidico naturale (citomedina, estratto di tessuto retinico)
- Focus di ricerca: Vista e Salute Retinica, Neuroprotezione
Scientific References
- Uso di Retinalamin nel trattamento delle distrofie corioretiniche centrali Osservazionale
- Efficacia di Retinalamin in pazienti con retinopatia diabetica Osservazionale
- Bioregolatori peptidici della retina e il loro ruolo in oftalmologia Animale | In vitro
- Peptidi come regolatori biologici della funzione delle cellule retiniche Animale | In vitro
- Effetto retinoprotettivo dei bioregolatori peptidici in modelli sperimentali Animale
- Citomedine nella regolazione della funzione della retina e dell’epitelio pigmentato In vitro
- Effetti geroprotettivi dei peptidi corti sull’invecchiamento retinico Animale | In vitro
Contenuto della confezione
Ogni prodotto arriva in una confezione PEPTIDE.Power premium dal design esclusivo, progettata per praticità, igiene e conservazione sicura nel frigorifero. All’interno troverai tutto il necessario per il tuo protocollo di ricerca completo:
- 1× penna per iniezione monouso pre-miscelata
- Alimentata dalla nostra esclusiva PSM Technology™ – sistema di stabilizzazione e miscelazione di precisione per una potenza costante
- 10× aghi ultrasottili (33G, 4 mm)
- 10× tamponi imbevuti di alcol per una preparazione sterile
- Inserto interno in schiuma stabilizzante per evitare scossoni durante il trasporto
- Pannello di istruzioni stampato all’interno della confezione per una rapida consultazione
- Sigillo di sicurezza che garantisce che la confezione non sia stata aperta o manomessa
Conservazione
Conserva il prodotto in frigorifero a 1 – 8°C immediatamente dopo la consegna. Per mantenere una stabilità ottimale, tieni la penna al riparo dalla luce e non esporla a ripetuti sbalzi di temperatura.
Una volta ricostituiti (tutte le nostre penne sono pre-miscelate), i composti per la ricerca rimangono stabili per 6 – 8 settimane con una corretta refrigerazione.
Non congelare dopo la ricostituzione. Tieni sempre la confezione chiusa affinché penna, aghi e tamponi imbevuti di alcol restino puliti e protetti.
Per risultati ottimali, utilizza il prodotto con costanza entro il periodo consigliato e segui sempre il tuo protocollo di ricerca.
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